Farah Liz Pallaro

Farah Liz Pallaro

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Conosco Farah da anni e sono sempre stata affascinata dai suoi modi pacati e gentili e incuriosita dal suo accento italiano di cui si percepiscono sfumature di altre lingue, come se fosse una persona che fin dai primi anni di vita è sempre stata cittadina del mondo. Farah è una donna che ha avuto il coraggio di fare scelte e sta facendo con entusiasmo un suo importante percorso di crescita.

instagram.com/farahlizpallaro
www.farahlizpallaro.com

Ho aspettato a farti questa intervista perché volevo che la prima domanda fosse dedicata alla pubblicazione del tuo primo libro. Raccontami da cosa nasce l'idea di scrivere "Fashion. Business. Spirituality. A Call to the light workers of the fashion industry", spiegami perché pensi sia importante parlare del dietro le quinte dell'industria della moda.
Spesso racconto che il libro non è stato una mia scelta. A fine 2015 mi è arrivata una mail da una grossa casa editrice che mi proponeva di scrivere un libro. Puoi immaginare il mio stupore. Non ho mai pensato in vita mia di iniziare un percorso di scrittura. Ho lavorato su cose ben diverse, ma sono stata sempre guidata nelle mie scelte professionali, quindi ho deciso di lasciarmi guidare anche su questa e così ho fatto. Il libro è stato una richiesta dall'universo, l'ho vissuto così. Dovevo raccontare il mio percorso professionale di ormai più di diciassette anni, trascorso in un'industria che amo ma che spesso mi ha consumata e distrutta, come fa con tante persone. In tutto questo percorso, quello che mi ha sempre aiutato a sostenermi è stata la spiritualità, come strumento e metodologia di protezione, crescita e combattimento, sereno e proattivo, mai reattivo. Nel mondo della moda siamo arrivati al punto di dover parlare chiaro: dobbiamo avere il coraggio di migliorare l'ambiente e di assumere la responsabilità di quello che abbiamo creato. La realtà intorno a noi sta cambiando, perché non dovrebbe cambiare anche l'industria della moda? E' necessario che evolva e che si recuperi la consapevolezza che, prima di tutto, siamo esseri umani. Spero che questo libro possa diventare un “virus di positività” e che aiuti più persone possibili a superare le proprie difficoltà e a creare ambienti di lavoro più positivi.

Hai abitato per anni a Milano e poi ti sei trasferita a Firenze. Come mai questa decisione? Cosa non trovavi più a Milano e cosa hai trovato a Firenze?
Gli anni trascorsi a Milano sono stati fondamentali per la mia crescita professionale. E' una città fatta per il lavoro e per fare business, ma, secondo me, si concilia meno con l’aspetto meditativo e spirituale. Sono e sarò grata sempre a Milano perché mi ha fatto maturare e conoscere la business woman che vive in me. Negli ultimi anni però vivevo più la frenesia della città che la mia vita. Ho deciso di trasferirmi a Firenze perché trovo che sia una delle città più belle al mondo. Adoro la sua dimensione e la sua luce e il fatto di poter andare ovunque in bicicletta come a piedi. A Firenze sto scoprendo la mia parte più intima, quella più emotiva e legata agli affetti. La maggior parte del libro l'ho scritta qui.

Oltre ad essere una docente universitaria ti occupi dello sviluppo e della crescita di brand. Hai un background legato a legge e management. Negli ultimi anni il tuo interesse maggiore è verso la moda responsabile, sostenibile e fatta con rispetto del prossimo. Credi stia cambiando qualcosa nel mondo? Vedi questa sensibilità diffusa? Quali sono le attenzioni che consigli di avere nella produzione e nella scelta di un prodotto?
Ai miei clienti e ai miei studenti dico sempre che le cose nascono solo da due emozioni: dalla paura, che determina scelte basate sul profitto ad ogni costo o dall'amore, che pur tenendo conto del profitto, ci porta inevitabilmente a privilegiare la qualità del prodotto e, in una prospettiva più ampia, del mondo in cui viviamo. Il business migliore deve essere buono per chi lo fa, per il proprio cliente e per il mondo intero e per raggiungere questo terzo obiettivo adottare processi produttivi sostenibili è fondamentale. Da un punto di vista spirituale, noi siamo energia e vibriamo a bassa o alta frequenza in base alle nostre scelte. Nello stesso modo in cui poniamo più consapevolezza rispetto a cosa mangiamo, dobbiamo essere più consapevoli anche riguardo a cosa indossiamo. 

Personalmente amo lavorare e vivere la mia vita quotidiana con persone positive, che mi fanno stare bene. Vedo persone che urlano perché non sanno sostenere un dialogo e non sanno come gestire il quotidiano. Molte volte mi vedo additare perché la mia visione di vita e di lavoro è completamente diversa dalla loro. Io credo nel rispetto, credo nel lavoro che essendo parte della vita quotidiana deve essere svolto con il sorriso, amo dare stimoli e riceverli perché sono fondamentali per la crescita e il mio desiderio più grande è di essere sempre circondata da persone che mi aiutino a motivare l'intelletto. Pensi che gentilezza, umiltà e bontà d'animo siano caratteristiche fondamentali per un cambiamento generazionale?
Licia, io ti adoro per questa tua visione. Ammiro il tuo coraggio nel dare vita ai tuoi progetti seguendo il cuore e quello che la tua etica ti dice senza essere condizionata dal dictat dei trend. Sono d’accordo con te, circondarsi di persone positive fa la differenza, è molto importante essere circondati da persone che ti spingano a migliorare, non il contrario. Quelle che citi sono tutte caratteristiche necessarie per aiutare a evolvere la nostra società, ma a parte quello è anche una questione di senso comune. Si può scegliere di vivere con un mind-set carente che non farà altro che incrementare la tua povertà, o con un mind-set di abbondanza, che inevitabilmente avrà l'effetto di accrescere quest'ultima.

Da non molto tempo hai deciso di prenderti cura di te stessa e hai cambiato alimentazione. Raccontami di questa evoluzione, cosa significa?
Questo cambiamento significa tanto per me e ti spiego perché. Arrivata a quarant'anni mi sono resa conto di quanto poco bene volessi a me stessa. A partire dal mio corpo che ho punito per anni riservandogli poca cura, chiedendogli sempre di più mentre lui, meravigliosa macchina, non mi ha mai delusa né è mai crollato. Oggi ho finalmente imparato ad amarmi ed essere estremamente grata per quello che il mio corpo mi offre. Ho imparato che il nostro corpo è il compagno dell'anima, è ciò che la avvolge. Per questo motivo oggi cerco di trattarlo come un tempio, dandogli cibo sano, ascoltandolo e prendendomene cura.

Su cosa hai cambiato idea negli ultimi due anni e perché?
Su tante cose, ma sopratutto sul fatto che merito di ricevere amore anche io, non solo darlo.

Raccontami una delle tue ultime scoperte che hai fatto.
Ho scoperto che dobbiamo imparare ad agire anche se spesso ci accompagna la paura e che i successi più grandi sono lì, proprio dall'altra parte del confine che delinea la paura. Il mio libro ne è un chiaro esempio.

Hai dei rituali per prenderti cura di te stessa?
Si, nei miei daily rituals c'è il tapping, bere tanta acqua, la meditazione, la respirazione profonda, (siamo spesso in apnea durante la giornata), mangiare il più semplice possibile, le candele, l'incenso e i cristalli. Quando faccio queste pratiche, durante la giornata mi sento bene perché mi rendono bilanciata.

Cosa scriveresti su un billboard al centro di Firenze?
Una frase che ho trovato in inglese e che penso sia utile per tutti: We are spiritual beings having a human experience.


La tua uniforme quotidiana: jeans relaxed e vintage, statement top, sandali o espadrillas + tracollina
La canzone del cuore: In the arms of an angel di Sarah McLachlan
Il tuo profumo: quello di Nuxe
I fiori preferiti: tutti, basta che siano bianchi. In particolare le rose, le margherite e i garofani.
Il tuo comfort food: cioccolato fondente
La tua città preferita: anche a costo di sembrare banale, Firenze
Una tua amica da intervistare? Cosa dovrei chiederle? Ti suggerisco Elettra Rovati che è una delle anime più belle che io conosca. Lavora anche lei nel settore moda, si occupa di merchandising e buying.

Tea Barbagallo

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Elena Ceccacci

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